• Dott. Colmano Giorgio

L'impianto dentale

Che cos'è l'impianto dentale?

L'impianto dentale è una radice artificiale in titanio che sostituisce la radice del dente naturale perduta.

L'intervento consiste nell'inserimento all'interno dell'osso mascellare e/o mandibolare di uno o più impianti che, una volta integrati nell'osso stesso, ootranno supportare un dente idoneo a svolgere la sua funzione masticatoria ed estetica.

Quali sono i vantaggi/svantaggi degli impianti dentali?

VANTAGGI: si possono ricostruire i denti perduti in modo quasi analogo a quello naturale, senza ricorrere a protesi rimovibili (come dentiere oppure scheletrati) o a protesi fissate ai denti vicini a quelli persi (i cosiddetti ponti).

SVANTAGGI: oltre alla necessità di un intervento chirurgico, il tempo di guarigione può essere più lungo. In alcuni casi i trattamenti implantari comportano costi maggiori rispetto alle soluzioni tradizionali.

Nella maggioranza dei casi l'intervento di implantologia dentale non è nè difficile, nè doloroso o costoso, e presenta una percentuale di successo molto elevata.


L'intervento è doloroso?

Normalmente l'intervento viene eseguito in anestesia locale, con l'utilizzo di specifici anestetici per la chirurgia orale, perciò risulta assolutamente indolore.

Il decorso postoperatorio nella gran parte dei casi risulta indolore. Raramente, nei primi giorni dopo l'intervento, si possono manifestare dolori di lieve entità, facilmente controllabili con un semplice antidolorifico. È possibile un gonfiore per 3-5 giorni. Raramente si forma un ematoma sottocutaneo che comunque si riassorbe rapidamente nel giro di qualche giorno.

Come si esegue un impianto?

Nella prima fase viene inserito l'impianto, quindi si attende un periodo di 3 mesi per permettere l'osteointegrazione dello stesso. In una seconda fase si procede all'esposizione dell'impianto per permettere il posizionamento, all'interno dello stesso, di un moncone sul quale verrà fissato il manufatto protesico (dente artificiale).

Quali sono i rischi dell'intervento?

I rischi dell'intervento implantare sono paragonabili a quelli di un comune trattamento chirurgico odontoiatrico.

L'elevata percentuale di successo dei trattamenti implantari è ben documentata: più del 90% degli impianti dentali sono ancora in funzione dopo 10 anni dall'intervento.

Questi risultati sono incoraggianti, ciononostante talvolta possono insorgere delle complicazioni: un sovraccarico dell'osso oppure una infezione batterica possono portare alla perdita di impianti o innesti.

In rari casi si producono lesioni di nervi sensitivi o di radici dentarie attigue.

I principali fattori di rischio in implantologia sono:

  • cattiva igiene orale
  • fumo
  • osteoporosi avanzata
  • diabete scompensato

Il fallimento implantare

Il fallimento implantare può verificarsi immediatamente oppure a medio-lungo termine.

Il fallimento immediato (mancata osteointegrazione dell'impianto prima della fase protesica) è rarissimo. Il fallimento a lungo termine può essere invece causato da un mantenimento non corretto dell'impianto.

È fondamentale che il paziente di sottoponga a periodici controlli e che curi attentamente la propria igiene orale. Durante la fase di mantenimento parodontale ed implantare (fase che si articola in 3-4 richiami nell'arco dell'anno) il paziente, oltre alle normali procedure di igiene professionale, sarà sottoposto ad uno scrupoloso controllo clinico degli impianti ed una volta all'anno ad un eventuale controllo radiografico.

Il fallimento implantare comporta un danno equiparabile all'estrazione di un dente monoradicolato e il più delle volte si può procedere al posizionamento di un altro impianto.

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